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Paratha, ovvero Pane Indiano Farcito

pane indiano farcito

Ingredienti:

350 grammi di farina di grano tenero semi integrale
220 grammi circa di acqua tiepida
due cucchiai di olio evo
sale marino integrale

Per la farcia:

250 grammi di cavolo verza
un cucchiaino di semi di cumino
un cucchiaino di polvere di mango
mezzo cucchiaino di garan masala
un pezzettino di zenzero grattugiato
un pizzico di polvere di peperoncino piccante
qualche ciuffo di prezzemolo tritato
olio evo
sale marino integrale

Impastate la farina con l'acqua, l'olio e il sale. Lavorate fino ad ottenere un impasto morbidissimo e liscio. Fatelo riposare per venti minuti almeno. 
Intanto preparate il ripieno. Tritate nel robot il cavolo verza lavato e asciugato. In una padella versate un giro d'olio e unite i semi di cumino e le altre spezie, poi la  verza. Salate e fate cuocere per due o tre minuti, rimestando per evitare che si bruci. Unite alla fine il prezzemolo tritato. Spegnete e attendete che si raffreddi.

Trascorso il tempo di riposo, ritornate al vostro impasto e dividetelo  in quattro piccole palle. Stendete ognuna di esse premendo con le dita e poi con il matterello, infarinando spesso. Formate un piccolo disco e ponetevi al centro la farcia. Chiudete a sacchetto  sigillando dentro  il ripieno e, premendo con i polpastrelli,  riformate una pallina. Ristendetela sulla spianatoia ben infarinata   con le mani e il matterello, aiutandovi con dell'altra farina. Formate dei dischi di circa 16 cm di diametro e metteteli a cuocere, uno alla volta, su una bella padella pesante, leggermente unta,  a fuoco medio alto, che regolerete all'occorrenza. Rigirateli spesso, spennellandoli di olio e premendo  delicatamente con il mestolo le piccole bolle che si formeranno in superficie. Strofinandole esse formeranno un'unica grossa bolla e questo assicura la buona cottura della focaccia. Rigirate ancora e fate bene indorare. 
Togliete dal fuoco  e servite i vostri paratha caldi.

Spaghetti Integrali al Nitukè di Verza e Carote, con Mandorle e Pinoli

Con la ricetta di oggi, partecipo al  appuntamento con Salutiamoci. Questo mese è ospitato dal blog La tana del riccio, dove troverete un mondo di ricette a base di cavoli, cavolini e verze.
Vi presento quindi, uno dei piatti più gettonati nella mia cucina di questo periodo: sempicissimi spaghetti conditi con un nitukè di verza e carote. 
Come ho scritto in un post di qualche tempo fa: "il nitukè è un metodo di cottura  che consiste nel far saltare le verdure in una padella con un po' d'olio, per poi  cuocerle a fiamma bassa con un coperchio. Naturalmente  alcuni tipi di verdure cuociono più facilmente di altri, liberando il proprio succo e rimanendo umidi nel corso della cottura. Altri invece hanno bisogno dell'aggiunta di un po' d'acqua. Questa tipica cottura macrobiotica conserva il sapore e la qualità delle verdure e può essere utilizzata per ogni tipo di vegetale".
Buon appetito! 

Pasta integrale



Ingredienti:

240 grammi di spaghetti integrali
una mezza verza
tre carote
una  cipolla rossa di Tropea
qualche manciata di pinoli e madorle
olio evo
sale marino integrale

*TUTTI GLI INGREDIENTI USATI SONO BIO

In una padella mettere a scaldare un po' di olio con la cipolla affettata sottilmente. Unite i pinoli e le mandorle. Fateli dorare leggermente e aggiungete  le carote tagliate a strisce con una mandolina.  Dopo qualche minuto, unite  il cavolo verza, affettato anch'esso finemente con un coltello. Salate e conducete la cottura a fuoco bassissimo e con il coperchio. Dopo una ventina di minuti le verdure saranno cotte al punto giusto.
Cuocete al dente gli spaghetti e fateli saltare nella padella con il condimento.

Zuppa di Cavolo Verza e Patate Novelle allo Zafferano

Zuppa di cavolo verza e patate novelle allo zafferano
Ingredienti:

un cavolo verza di media grandezza
400 grammi circa di patate novelle
due grossi spicchi d'aglio
una costa di sedano
due foglie di lauro
qualche pizzico  di zafferano in stigmi
pepe nero macinato fresco
olio evo
sale marino integrale

Affettate sottilmente  la vostra verza e lavatela per benino. In una pentola capiente mettete a soffriggere l'aglio con le foglie di lauro. Unite la verza, lasciatela insaporire per qualche minuto e poi versate dell'acqua fino a coprirla a filo. Chiudete la pentola con il coperchio e lasciate cuocere a fiamma media per una ventina di minuti. Aggiungete le patate lavate e tagliate a cubetti e il gambo di sedano. Salate e andate avanti con la cottura.  Riempite a metà un bicchiere con del liquido di cottura e immergetevi gli stigmi di zafferano. Uniteli alla minestra poco prima di spegnere. 

Cospargete di pepe nero macinato fresco e servite.

A km 0: Hot Dog di Seitan e Crauti

E' lontano il tempo in cui  riempivo il frigo di piccole buste di plastica e di stagnola con seitan o muscolo di grano in sottovuoto e mi saziavo di quelle che allora mi sembravano prelibatezze. Oggi  preferisco di no :). Non che  disdegni questi alimenti, in fondo non sono altro che un concentrato di glutine, la parte proteica del grano; semplicemente non ne faccio l'uso di allora. E quando  quache volta  mi ritorna la voglia,  mi accontento così, facendolo in casa. Soprattutto accontento Ninì, che adora il seitan e lo mangerebbe anche a colazione :).  Insomma per la nostra contentezza ho fatto degli hot dog e il risulato è stato strepitoso. Sarà che ho usato la farina di semola di grano duro semi integrale Senatore Cappelli, macinata a pietra in un piccolo mulino ad acqua, e proveniente  da alcuni produttori gasisti aderenti al progetto "Il seme che cresce"  della rete locale di economia solidale " Utopie Sorridenti ".  Di questo ho già parlato qualche post fa, e mi piace riparlarne. 

I crauti invece, la cui preparazione inizia almeno un mese prima del loro consumo, li ho fatti a Dicembre, utilizzando una grossa verza acquistata da Giovanna, unica produttrice del nostro neonato gas presilano.
I crauti rientrano nel tipo di preparazioni denominate insalatini,  ossia verdure latto-fermentate.  Grazie  all'acido lattico e agli enzimi che si sviluppano durante il processo di fermentazione, aiutano la digestione e a ricostituire la flora batterica intestinale, stimolano l'appetito e rinforzano le difese del nostro corpo come ho già scritto in un altro post.
Si conservano per tutto l'inverno e sono un contorno pronto all'uso per tutte le occasioni! ...anche per la colazione e già sapete di chi ;)

P.S. Dedico questa ricetta alla mia nipotina lontana che vive nella terra dei Wurst und Sauerkraut. Tanti baci!


Wurstel di seitan e crauti 

Ingredienti
Per gli hot dog:
un kg di farina di grano duro Senatore Cappelli
acqua
zenzero
salsa di soia Tamari
rosmarino 
lauro
pepe rosso dolce macinato
brodo vegetale

Per i crauti:
cavolo verza
bacche di ginepro
sale
Olio evo e cipolla per condire 


Crauti
La preparazione dei crauti è molto semplice ma, come già detto, occorre prepararli con un mese di anticipo. 
Tagliate il cavolo con un coltello a listarelle il più sottili possibili, Lavatelo e lasciatelo scolare per bene. Mettete del sale sul fondo di un recipiente di coccio e metteteci dentro la verdura salando di volta in volta man mano che l'aggiungete. Unite delle bacche di ginepro. Sfregatela con le mani e ponetevi un piatto sopra con un peso. Lasciatela così per un mese circa. Quando vorrete consumarla prelevatela dal tinello e se dovesse risultare troppo salata basterà tenerla in acqua per mezzora prima di condirla a piacere.


Seitan
Essendo il seitan la parte proteica del grano, per ottenerlo partendo dalla farina, sarà necessario separare il glutine e le altre proteine dall'amido  e dalle altre parti idrosolubili attraverso una serie di lavaggi. 
Anzitutto mischiate la farina con acqua a sufficienza e lavorate per bene l'impasto fino ad  ottenere una bella palla liscia che metterete a riposare in una bacinella d'acqua almeno per mezzora. Trascorso il tempo, preparate due bacinelle che vi serviranno per la lavorazione dell'impasto senza  sprechi d'acqua. Questo suggerimento l'ho appreso dalla ricetta del seitan pubblicata da Alessandra di Golosità Vegane e mi è sembrata un'ottima idea che ho subito messo in pratica!  Riempite  una bacinella d'acqua fredda e l'altra d'acqua calda.

Ponete il vostro impasto in uno scolapasta ed immergete lo scolapasta dentro la bacinella d'acqua fredda. Lavoratelo per bene, e quando l'acqua sarà diventata bianca scolatelo e trasferitelo nell'acqua calda. Continuate a lavorare l'impasto cambiando l'acqua delle bacinelle più volte fino a quando la otterrete abbastanza pulita e l'impasto sarà diventato leggero e poroso. L'ultimo passaggio dovrà essere in acqua fredda. Intanto avrete raccolto l'acqua che potrà servirvi per innaffiare o per cuocere altri cibi. (Per altre idee di riciclo vi rimando al blog di Alessandra)
A questo punto aggiungete gli aromi. Io ho unito il pepe rosso macinato, il rosmarino spezzettato e della salsa di soia. Rilavorate l'impasto incorporando gli aromi  e date forma a degli hot dog. Chiudeteli separatamente in piccoli teli da cucina, stringeteli bene e chiudeteli con uno spago. Fate cuocere per 45 minuti circa in un brodo vegetale al quale aggiungerete a piacere salsa di soia, lauro, zenzero e rosmarino.  A fine cottura lasciate intiepidire e toglieteli dai teli.

Una volta prodotte le materie prime, vi basterà versare un filino d'olio in padella e una piccola cipolla tagliata a fettine  e unire gli hot dog per farli rosolare.   Prima di spegnere saltate per qualche minuto anche i crauti. Impiattate o se preferite imbottite dei panini preriscaldati nel forno.

Miglio con Verza, Peperoni e Uvetta

Nel mio orto le piante di peperoni non si sono arrese all'autunno. In verità non sono le sole. Anche alcune piante di zucca danno ancora fiori e continuano a puntare piccoli frutti.  E così nei miei bancali si alternano piccole piante invernali, per di più crucifere, e resistenti piante estive. 
La ricetta di oggi ha per ingredienti dei bei peperoni verdi del mio orto e un cavolo verza  acquistato mediante il gas di cui faccio parte, essendo  i cavoli miei  ancora piccini  :).
Nel nostro piatto il nitukè di peperoni e verza condisce il miglio, cereale nutriente ed energetico, dal sapore delicato e facile da digerirsi. Dovremmo prendere il buon esempio dagli uccellini ed introdurlo nella nostra alimentazione! 





Ingredienti:
un bicchiere di miglio
tre bicchieri d'acqua
una cipolla dorata
una carota
un quarto di cavolo verza
tre peperoni
una manciata di uvetta passa
semi di sesamo e di girasole
olio evo
sale marino 

Lavate il miglio, mettetelo in un pentola e tostatelo. Aggiungete l'acqua e quando avrà iniziato a bollire abbassate la fiamma e cuocete a minimo con coperchio fino al completo assorbimento.
Lavate la verdura e tagliate  a striscioline  i peperoni e la verza. Tritate la cipolla e la carota. Mettete l'uvetta a bagno in acqua tiepida. In una padella con un filo d'olio  fate saltare la cipolla e la carota e dopo qualche minuto aggiungete i peperoni e a seguire la verza. Cuocete a fuoco dolce con coperchio fino a quando le verdure non saranno tenere. Aggiungete l'uvetta e aggiustate di sale nel corso della cottura. Intanto avrete anche tostato in una padellina i semi di sesamo e di girasole. 

Quando il miglio e il condimento saranno pronti saltate in padella per far insaporire e servite con una generosa spolverata di semi.

Pizzoccheri di Grano Forestiero

I pizzoccheri, piatto tipico della Valtellina, sono delle tagliatelle a base di grano saraceno.  Questo cosiddetto grano, in realtà,  grano non è, essendo invece una pianta erbacea annuale appartenente  alla famiglia delle poligonacee. 

Come lascia intuire il nome, il grano saraceno arriva da lontano: cresceva infatti spontaneamente in Manciuria, sulle rive del fiume Amur, ed  in Siberia, nei pressi del lago Baikal. Intorno all'anno mille, iniziò la sua diffusione in Occidente, raggiungendo le vallate alpine della Germania, della Francia e dell'Italia secondo vie che rimangono misteriose. Un'ipotesi è che sia arrivato dalla Turchia, attraverso i Balcani e che poi, scoperto e apprezzato dai mercanti veneziani, sia stato introdotto nel nord d'Italia. Il nome di grano dei saraceni potrebbe nascere proprio da qui, anche se è probabile che questa denominazione significhi semplicemente grano forestiero, dato che a quei tempi il termine "saraceno" era un modo per dire esotico.

E oggi, sulla mia tavola, i pizzoccheri sono arrivati per almeno due motivi fondamentali: uno perché li trovo una delizia e due perché sono più giorni che piove e fa freddo assai, tanto che sembra che l'inverno sia tornato indietro.



Ingredienti:
200 grammi di pizzoccheri
1/4 di  verza
2 patate
100 grammi di formaggio Casera
2 rametti di salvia
olio evo
sale e pepe

Sbucciate le patate e tagliatele a pezzi, lavate la verza e tagliatela a striscioline.
Portate a bollore in una pentola abbondante acqua salata e lessatevi la verza e le patate finché queste saranno tenere ma non sfatte. Aggiungete i pizzoccheri e  cuocete finché saranno al dente.
Rosolate nell'olio le foglie di salvia e tagliate il formaggio a fettine sottili ( al posto del casera, quasi introvabile qui, ho usato il solito buonissimo caciocavallo silano). Scolate la pasta e le verdure e trasferitela a strati in un piatto di portata, cospargendo ogni strato con abbondante formaggio e olio alla salvia. Spolverizzate con una macinata di pepe e servite i pizzoccheri ben caldi.

Millefoglie di Verza

Adatta a chi ha bisogno di dolcezza da assaporare anche in un primo piatto. Adatta prima di tutto a me, che pur amando il consueto accostamento verza & fagioli, francamente non ne posso più  di zuppe e minestre invernali.

L'ho fatta immaginando di ricevere un ospite improvviso, da accogliere e coccolare, e poi  è arrivata davvero la mia amica Cri, carica di sorrisi e piccoli doni. E così a tavola ci siamo raccontate e assai scialate, ché non c'è niente di più bello che godersi  le persone con cui si condivide il pasto, e a dispetto della pioggia che è caduta per tutto il giorno, ho capito che la sua visita è stata  un annuncio di primavera.



   
Con questa ricetta partecipo a Salutiamoci del mese, ospitato da Francesca de La tana del riccio.




Ingredienti:
un cavolo verza
una ciotolina di funghi di bosco (commestibili ovviamente ;) )
una tazza di fagioli già lessi
due carote
una costa di sedano
qualche ciuffo di prezzemolo
una cipolla
due spicchi d'aglio
due cucchiai di semi di girasole
mezzo bicchiere di vino bianco
pepe nero
zeste di scorza d'arancia
olio evo
sale marino integrale

*TUTTI GLI INGREDIENTI USATI SONO BIO

Pulite le foglie del cavolo verza e cuocetele in acqua bollente per una quindicina di minuti, salando solo alla fine, negli ultimi minuti di cottura. Mettetele a scolare.
Per la farcitura preparate un generoso battuto di carote, sedano, prezzemolo, cipolla e aglio; unitevi una bella manciata di semi di girasole e saltate il tutto con un po' d''olio  per qualche minuto. Aggiungete i funghi, della specie che preferite: io ho usato dei piccoli igrofori raccolti in autunno e conservati in salamoia.  

Sfumate con del vino bianco, salate, e dopo una decina di minuti unite i fagioli già cotti e scolati. Lasciate insaporire per qualche minuto ancora e spegnete. Ungete una teglia da forno e sistemate il primo strato di foglie. Coprite con un po' di  farcia, qualche pizzico di pepe nero, le zeste di scorza d'arancia e  rifate degli altri strati fino ad esaurire tutti gli ingredienti. Stendete un filo d'olio sull'ultimo strato di foglie e infornate a 180° per una ventina di minuti.

Involtini di Verza


Ingredienti:

le foglie più esterne di una verza
750 grammi di patate
una fettina di formaggio fermentato tipo gorgonzola
latte vegetale (il mio di riso)
due cucchiai di formaggio grattugiato
una fetta di caciocavallo silano o di qualsiasi formaggio a pasta filata
una tazza di salsa di pomodoro
aglio
olio evo
sale e pepe


Cuocere le patate con la loro buccia. Una volta cotte pelatele e  schiacciatele. Unite del formaggio fermentato,  un pò di latte vegetale, il formaggio grattugiato, sale e pepe. Amalgamate gli ingredienti fino ad ottenere un impasto morbido, tipo quello per le crocchette. 

Scottate le foglie di verza in acqua salata. A parte preparare un sughetto non troppo stretto di pomodoro con olio aglio e salsa. Tagliate a listarelle del formaggio a pasta filata.  Versare un pò di sugo sul fondo di una teglia da forno. Riempire ogni foglia di verza  con il composto di patate al cui centro porrete il formaggio. Chiudere ogni involtino con cura e riporre sulla teglia. Versare il  sugo e cospargere di formaggio grattugiato; infornare per una mezz'ora a 180°.
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